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Coppetta mestruale: piccola guida per la scelta e l’uso corretto

Parlare d’Altro mi ha dato la possibilità di avere uno spazio dove posso trattare di coppette mestruali, argomento che ad alcuni può apparire piuttosto bizzarro.
Invece, le mestruazioni sembrano essere un tema molto attuale soprattutto dopo le dichiarazioni del parlamentare Civati, che ha risollevato la questione della diminuzione dell’IVA sui dispositivi per la gestione del ciclo femminile.
Se siete tra quelle donne (sempre di più) che scelgono la coppetta mestruale probabilmente vi sarete fatte una bella risata, visto che il metodo per risparmiare lo avete già individuato.
Purtroppo non tutte voi si trovano subito bene con la coppetta mestruale, molte hanno problemi di gestione e tendono a scoraggiarsi. Altre si arrendono in partenza visto che non sanno quale scegliere tra le tante coppette presenti ora in commercio.

coppetta

Illustrazione di Elisa Ferro

Scelta della coppetta: la taglia giusta

Ho già scritto qui molte informazioni approfondite su come si può individuare la coppetta mestruale adatta alle proprie caratteristiche.
In questo articolo voglio fornirvi una piccola guida che potete seguire per aiutarvi nella scelta.
Innanzitutto, partiamo dalla taglia. Come capire se per noi può essere più adatta una coppetta piccola o una grande? Ecco come potete procedere: partendo dalla vostra età, seguite il percorso colorato che più si adatta alle vostre caratteristiche.

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Come riportato nel grafico ci sono delle donne che fanno eccezione e non si adattano perfettamente alle regole suggerite dai produttori di coppette.
In ogni caso, il mio consiglio è sempre quello di partire dalla coppetta che viene proposta più frequentemente per le vostre caratteristiche e solo successivamente aumentare o diminuire la dimensione.
Se infatti partirete con una coppetta troppo piccola, perchè pensate che “non ci starà mai quella cosa enormeee”, o al contrario troppo grande, perchè valutate il vostro flusso “abbondantissssimo”, potreste incappare in errori.
Se valutate il vostro flusso basandovi sugli assorbenti esterni e interni che consumate sappiate che questi alterano la percezione della donna.
Le capacità assorbenti dei prodotti usa e getta sono molto limitate se messe in confronto con la capacità di raccolta che ha una coppetta mestruale.
Alcuni di questi prodotti sono fatti apposta per non assorbire troppo, soprattutto quando parliamo di assorbenti interni. Lo scopo, in finale, è che voi usiate più assorbenti possibili: un po’ per la vostra igiene, un po’ per il loro guadagno!
Quante di noi arrivano a cambiare l’assorbente non appena inizia a dare quella fastidiosa sensazione di bagnato che spesso si ha già con pochissime perdite?

Una volta individuata la taglia passiamo alla scelta della tonicità.
Sui siti di vendita e sui siti dei produttori di coppette potete trovare indicazioni sulla tonicità: vi diranno se la coppetta è tonica, semitonica o morbida. In poche parole la tonicità indica il grado di pressione che occorre esercitare sulla coppetta per schiacciarla. Maggiore è la forza che occorre, maggiore sarà la tonicità della coppetta.

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In questo caso si apre un acceso dibattito: come si può fare un’autovalutazione corretta del proprio pavimento pelvico?
Poche donne si sono poste il problema della tonicità del proprio pavimento pelvico prima di pensare di usare la coppetta.
Una donna che non ha problemi patologici (es. incontinenza, difficoltà nei rapporti, dolori..) può ritenere il suo pavimento pelvico del tutto normale e la tonicità dei muscoli che lo compongono sarà adatta alle funzioni che questi devono svolgere.
Per una persona preparata come un ginecologo o un’ostetrica valutare il pavimento pelvico è molto facile: queste figure professionali visitano tutto il giorno molte donne, sanno che tipo di manualità va messa in pratica e hanno la capacità di interpretare i diversi risultati.
Le valutazioni che si fanno, per darvene un’idea, sono contenute in questa presentazione, oppure in questi video: parte 1 e parte 2.
Il mio consiglio è quello di chiedere al medico o all’ostetrica, durante una visita, di darvi delle informazioni.

Ci sono alcuni siti che forniscono una giuda all’autovalutazione e vengono proposte alcune manualità da mettere in atto. Le prove andrebbero eseguite tutte, in modo da avere un quadro più completo della situazione.
Purtroppo, nella maggior parte dei casi, la donna si limita a fare la cosiddetta “prova pipì” che consiste nel bloccare il flusso di urina mentre lo si sta emettendo.
E’ una prova che non da informazioni molto precise: i meccanismi legati allo stimolo di urinare o alla capacità di trattenersi sono complessi e dipendono da molti fattori (neurologici, meccanici..).
Un pavimento pelvico di tonicità normale, unito all’assenza di danni neurologici, riesce a farvi trattenere dall’urinare così come dal defecare, anche quando lo stimolo è molto forte. Ma lo stesso pavimento normalmente tonico non è detto che vi consenta di interrompere e trattenere per molto tempo il getto mentre state urinando.
Il problema è che una volta partito il meccanismo di urinazione non siamo fatti per trattenere il getto! Dobbiamo compiere uno sforzo che non è fisiologico.
La prova da sola non ha molto senso e anzi può confondere: alcune donne sono portate a pensare di avere un pavimento pelvico poco tonico solo perchè non riescono a trattenere il getto a lungo.
Altri test sono quelli di valutare il grado di compressione esercitato dalla vagina inserendo un dito. In questo caso la donna, non avendo termini di paragone, fa fatica a capire se la stretta è molta, normale o scarsa.
L’indicazione poi di usare un cotton fioc o una penna, sempre fornita da alcune di queste “guide fai da te”, è facile da mettere in pratica, ma non da interpretare: dovreste infatti valutare l’angolo di oscillazione per capire se è normale.
Personalmente, non mi sembra una cosa semplice da autovalutare!

I problemi dati da un pavimento pelvico poco tonico sono abbastanza palesi e tra questi sicuramente c’è la lieve o pesante incontinenza, come abbiamo detto sopra. Le perdite dell’incontinenza però si verificano ancora prima che vi venga lo stimolo ad urinare, oppure in seguito a forti sforzi (alzare oggetti, ridere, starnutire, tossire).
Di solito pavimenti pelvici meno tonici si riscontrano nelle donne che hanno avuto gravidanza, soprattutto in seguito a parto naturale. Oppure, donne che erano in sovrappeso e hanno intrapreso una dieta che ha fatto perdere loro molti chili.
In questi casi il pavimento pelvico si trovava in una situazione di stress, dovendo sopportare un peso maggiore. Le fibre del pavimento necessitano di qualche tempo per tornare alla loro normale tonicità. Ancora di più in seguito al parto naturale il canale vaginale stesso subisce delle modificazioni e, seppure elastico, non tornerà esattamente come era prima.
Alcune ragazze non considerano che ci sono degli sport che sollecitano molto il pavimento pelvico, portandolo ad affaticarsi: non tutte le sportive quindi avranno per forza un pavimento pelvico tonicissimo.
Durante il ciclo mestruale intervengono anche dei fattori ormonali che modificano la tonicità dei muscoli, per aiutarvi ad espellere l’endometrio.

Per la scelta della coppetta tenete presente che nella maggior parte dei casi di donne sane la tonicità è normale e nel caso ci siano problemi è sempre consigliato rivolgersi al medico per una riabilitazione.
E’ da segnalare inoltre che spesso la donna che si avvicina alla coppetta mestruale è più tesa del normale e che la tensione può far aumentare il tono dei muscoli vaginali.
Non correte subito a comprare una coppetta più tonica se i primi tentativi con quella che avete non sono andati a buon fine!

Bene! Ci siete riuscite: avete comprato una coppetta e vi sembra di aver scelto quella perfetta per voi.. Ma ecco che incappate subito in qualche problema? Qui sotto vi riporto quelli più comunemente riscontrati, con quelle che sono le più comuni soluzioni.

  • Non riesco ad infilare la coppetta, non riesco a farla aprire, non riesco a toglierla.

Prima domanda che vi dovete fare: da quanto sto usando la coppetta?
Se la risposta è “da poco”, probabilmente dovete solo prendere mano con il mezzo.
Molte donne scrivono di avere problemi, ma durante i primi cicli è perfettamente normale! Si acquista capacità di utilizzare la coppetta con il tempo e con la pratica, come per tutte le cose che richiedono un po’ di manualità.
Capirete con il tempo quale inclinazione dovete far assumere alla coppetta per farla entrare. Capirete quanto sarà necessario accompagnarla con le dita, perchè non vi scivoli o perchè si apra correttamente e solo una volta entrata in vagina. Capirete quanta forza occorre imprimere al fondo per togliere il sottovuoto. Insomma: fatevi coraggio! Prendetevi del tempo per voi e cercate di capire come siete fatte. Potrebbe non essere una cosa facile per tutte. Molte probabilmente non l’hanno mai fatto prima di passare alla coppetta.
Paura, timori, il semplice spazientirsi per la fretta o perchè non ci riesce subito di usare la coppetta, aumentano la percentuale di insuccesso!

  • La coppetta è aperta perfettamente, ma perde!

Prima cosa da pensare: siete davvero sicure che la coppetta sia aperta correttamente? In alcuni casi, per esempio se la coppetta è grande, sotto sentite il fondo ben tondo, ma sopra il bordo potrebbe non essersi aperto bene. In questi casi dovreste riuscire ad andare più in alto a verificare com’è il bordo. Se il bordo non riesce proprio ad aprirsi, anche cambiando posizione, inclinazione o piega di inserimento, potreste aver comprato una coppetta troppo grande per voi (sempre per il discorso di “ho paura che una coppetta piccola non basti per il mio flusso abbondantisssssimo”). Per alcune donne con il flusso abbondante, ma che non hanno le caratteristiche per la coppetta in taglia grande, è più sensato prendere una taglia S capiente o svuotare la coppetta con più frequenza. Almeno avrete la certezza che funzioni.
Se il problema non è la grandezza, potrebbe essere esattamente l’opposoto: la coppetta è troppo piccola per voi. Anche in questo caso può essere che l’abbiate presa nonostante fosse sconsigliata per le vostre caratteristiche (vedi “ho paura che sia troppo grande e non ci entri!”). Ma se avete bisogno di una coppetta L non è solo per una questione di capacità, ma anche di ampiezza del diametro e di “ingombro”. Se avete partorito o avete superato i 30 anni la scelta migliore è sempre la taglia L. Ricordatevi che non tutte le taglie L hanno la stessa capienza, quindi controllatela sempre a seconda della marca. Nessuno vi vieta di acquistare una taglia S da usare nei giorni di flusso minore, quando siete meno lubrificate. Io per esempio alterno S e L e mi trovo benissimo in questo modo.

  • La coppetta si muove!

Se la coppetta si muove si deve valutare che abbia fatto bene il sottovuoto. Potrebbe non essersi aperta adeguatamente. Potrebbe anche perdere il sottovuoto, ma in questo caso i motivi sono diversi: per esempio alcuni movimenti, anche involontari, dei muscoli, il passaggio da distese o sedute, uno sforzo. Non succede di frequente, ma molto dipende anche da come mettete la coppetta. Il segreto è imparare come su di voi sia messa meglio e con il tempo il gesto di posizionarla risulterà spontaneo e i problemi diminuiranno.
Un altro motivo legato ai movimenti della coppetta è che questa sia troppo piccola per voi, oppure troppo tonica. In alcuni casi questi due fattori si uniscono!
Ho spiegato in questo articolo, con qualche disegno, perchè può succedere.

  • La coppetta perde, ma la tolgo e non è piena!

Molto facile che la coppetta si sia mossa rispetto a dove l’avevate lasciata. E’ bene ricordare sempre che la nostra vagina non è un tubo di plastica statico e immutabile! Durante il giorno camminiamo, stiamo sedute, ci distendiamo. La coppetta, per fortuna, sia adatta a tutti questi movimenti. Però può capitare però che si posizioni come non deve o che faccia scendere dalle pareti un po’ di flusso: ciò vi da perdite anche quando pulite il canale. Se sono perdite da canale di solito sono di piccola entità, o vengono rilevate sulla carta igienica se andate in bagno. Se invece la coppetta è messa male, le perdite sono più abbondanti.
Ricordate inoltre che ogni coppetta nella vostra vagina subirà uno schiacciamento: non sarà mai bella aperta come quando la tenete in mano!
Questo è un fatto assolutamente normale, ma che ci fa capire come la capienza della coppetta diminuisca una volta inserita. Così si verificano perdite, ma quando estraete la coppetta lei riprende la sua forma e il livello di liquido scende, dandovi la sensazione che sia mezza vuota. In questo caso le perdite possono essere più abbondanti, perchè è come se la coppetta fosse piena.
Svuotatela più spesso, soprattutto se l’evento si verifica in un solo giorno di ciclo, come molte riportano.
Il fenomeno può essere più evidente se non fate superare bene alla coppetta l’osso pubico e questa resta molto più schiacciata del dovuto.
Dovrete avere cura di accompagnare la coppetta con le dita, in modo da assicurarvi di sentirla aprire bene appena superato il restringimento dell’osso pubico.

  • La mia cervice entra nella coppetta e ho perdite!

Questo è il vero e proprio caso della “cervice tuffatrice”: la cervice entra nella coppetta e ovviamente toglie molto spazio. La situazione si verifica meno frequentemente con coppette dal diametro ampio.
Siate sempre sicure che sia la cervice a scendere e non la coppetta a salire. Una coppetta che sale troppo potrebbe essere piccola per voi.
Molte donne pensano di avere una cervice bassa, quando in realtà è ad un altezza perfettamente fisiologica. Se la vostra cervice risulta più bassa, soprattutto rispetto alla lunghezza del canale, dovreste preferire coppetta ampie e corte.

  • La coppetta mi fa male, mi da fastidio!

E’ importante capire da quanto tempo state utilizzando la coppetta. Siete sicure di metterla bene? Siete sicure che non siano i rilievi o il gambo da darvi fastidio? Siete sicure che non siano i normali dolori del ciclo e voi, per la tensione della novità, li riferite alla coppetta?
Ci coppette sono più fastidiose di altre a causa dei loro rilievi: i produttori in questo caso consigliano di rivoltare la coppetta e capire se sono quelli a darvi problemi.
Alcune donne poi tengono il gambetto per timore di non riuscire più a trovare la coppetta, ma è una paura infondata. Se il gambetto vi da fastidio in qualsiasi modo, va tagliato. E’ necessario farlo prima di tutto per una questione di confort e perchè potreste avere problemi di irritazioni. Il gambetto può anche far perdere il sottovuoto alla coppetta, perchè si impunta sulla parete vaginale.
Se siete sicure di mettere bene la coppetta e di non avere problemi riguardo al gambo, ma continuate a percepire costantemente la coppetta o a sentire un fastidio che scompare solo rimuovendola, valutate di non aver preso una coppetta troppo grande per voi e soprattutto troppo tonica!
Coppette molto toniche, in alcune donne, aumentano i dolori del ciclo facendo contrarre molto i muscoli della regione perianale-vaginale.

A volte la coppetta non vuole proprio collaborare, anche se la usate da un po’. Magari siete più di fretta e lei non ne vuole sapere di entrare o di aprirsi. Oppure, dopo tanti cicli senza problemi, vi capita che vi dia delle perdite. Non vi allarmate subito! Potrebbe essere un giorno “NO” o un ciclo un po’ diverso da quelli precedenti. E’ normale e può capitare. Vedete come vanno i giorni successivi e i cicli successivi: molto spesso tutto si sistema senza problemi e il rapporto positivo con la vostra coppetta potrà continuare per molti anni ancora!

Spero di aver chiarito qualche dubbio, per ogni tipo di richiesta non esitate a commentare l’articolo!
Ricordo a tutte la possibilità di trovare su Facebook numerosi gruppi che parlano di coppetta mestruale, dove troverete molte donne che possono condividere con voi le loro esperienze e dove troverete molti altri consigli utili.