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Batteri: quando sono pericolosi sulla coppetta mestruale?

Una delle domande che mi viene posta sempre quando dico di utilizzare la coppetta mestruale è: la coppetta può essere fonte di infezione?
Con questo articolo cercherò di darvi delle risposte, sperando di rassicurare le più dubbiose tra voi.

PREMESSA IMPORTANTE: questo articolo vuole dimostrare la sicurezza dell’uso della bollitura per igienizzare la vostra coppetta mestruale.
Per quanto riguarda la sicurezza del materiale (silicone medicale, silicone medicale platinico, TPE) dovete fare riferimento alle certificazioni ufficiali.
Le certificazioni sono riportate dal produttore della vostra coppetta mestruale e dal fornitore di silicone o TPE e sono effettuate da enti accreditati.

La coppetta mestruale è igienica?

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Sono tante le donne che pensano che la coppetta mestruale non sia igienica e a volte questa tesi è avvalorata da alcuni medici che non sono sufficientemente informati su di essa.
Infatti, se si legge qualche articolo presente su PubMed (motore di ricerca che trova articoli pubblicati su riviste scientifiche accreditate) si evince che, da un punto di vista igienico, la coppetta NON è più pericolosa di un assorbente interno o esterno.
Anzi, proprio per la sua funzione di raccogliere e non di assorbire, si rivela anche più rispettosa della fisiologia vaginale.
Per le caratteristiche del materiale con cui è prodotta, crea un ambiente poco favorevole per la proliferazione batterica.
Questo NON vuol dire che i batteri non possano proliferare sulla coppetta, ma se si rispettano le norme igieniche indicate (massimo 12 ore tra un cambio e l’altro) si può stare tranquille.
Perchè allora molte donne hanno ancora dei dubbi a riguardo? Probabilmente il problema sorge sulla limitata conoscenza della microbiologia e l’eccessivo timore che abbiamo riguardo alle malattie veicolate da batteri.
Ho preparato delle piastre in laboratorio per farvi capire come la coppetta sia più pulita sia della vostra vagina, che delle vostre mani o della vostra bocca.

Batteri: sono tutti pericolosi?

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Non tutti i batteri sono una minaccia per la nostra salute.
Purtroppo questo è un messaggio veicolato dai media che spingono all’acquisto di prodotti per l’igiene della casa e della persona o di additivi che “eliminano il 99% dei batteri” e chi più ne ha più ne metta.
L’igiene è importante, ma siamo sicuri di fare attenzione a quelli che sono i veri pericoli, le vere “bombe microbiologiche” presenti nelle nostre case?
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.
Condividiamo la vita con miliardi di batteri e per fortuna il nostro sistema immunitario ci difende dagli eventuali attacchi esterni.
Il corpo mette in atto molti “trucchi” per difendersi: ad esempio il nostro stomaco è dotato di succhi gastici che sono acidi, quindi inospitali per molti patogeni.
E ancora, i batteri lattici presenti nelle nostre vagine producono sostanze antibatteriche che limitano la crescita di batteri non “buoni”.
I batteri non colonizzano solo il mondo attorno a noi, ma anche il nostro corpo e li ritroviamo nell’intestino, in bocca, sulla cute, in orecchie, naso, vagina..
Sono coinvolti nello svolgere funzioni fondamentali per la nostra salute.
Se i delicati equilibri delle flore microbiche vengono alterati, ne sentiamo subito le conseguenze: irritazioni, infezioni, dermatiti, secchezza, prurito..

Dal contatto con i batteri alla malattia: quali meccanismi si devono instaurare?

Entriamo in contatto con batteri continuamente, ma ciò non basta per ammalarsi.
Per dare malattia in un immunocompetente un batterio X potenzialmente patogeno deve far scattare determinati meccanismi.
In parole molto semplici è come se un esercito di batteri si dovesse scontrare con un esercito di difese immunitarie per conquistare il nostro corpo, su un terreno per molti versi ostile all’esercito dei batteri.

I batteri devono essere in grado di proliferare, per raggiungere una dose infettante, cioè un numero minimo di unità che gli servono per attaccare in modo efficace l’ospite.
La dose infettante utile a dare malattia cambia in base al batterio che stiamo prendendo in considerazione.
Ogni batterio ha una certa virulenza, cioè capacità di dare malattia.
Ci sono determinate caratteristiche che gli permettono di essere più efficace nel dare malattia una volta entrato in contatto con l’ospite.
Alcuni batteri sono più “forti” e danno più facilmente malattia, anche se il loro “esercito” è composto da unità limitate (stiamo parlando comunque di numeri altissimi: decine di migliaia di unità batteriche!)

Il nostro esercito di cellule del sistema immunitario ci sanno difendere benissimo. Riescono perfino a “ricordare” con che batterio siamo entrati in contatto, in modo da annientarlo prontamente appena si ripresenta.
Solo bambini e anziani, pur essendo in salute, possono essere molto più suscettibili alle infezioni: nel primo caso il sistema immunitario non è ancora ben formato, mentre nel secondo è fortemente indebolito.
Una persona normale in condizioni normali è immunocompetente, ecco perchè non siamo sempre ammalati!

Non dimentichiamo infine che i batteri devono penetrare nel corpo attraverso una via congeniale alle loro caratteristiche (ad esempio deve penetrare nel corpo per via orale) e devono raggiungere il loro tessuto “bersaglio”, che subirà le conseguenze maggiori della malattia.
Molto spesso se i batteri non penetrano attraverso la loro “strada” preferita, non riescono a dare malattia.
Ecco perchè io posso toccare delle superfici contaminate con le mani e posso entrare in contatto ad esempio con delle salmonelle. Ma se poi me le lavo bene prima di manipolare cibo o altro, ho rischio davvero scarso di ammalarmi di salmonellosi!

Quali sono i principali veicoli di batteri?

Gli oggetti e gli alimenti sono in assoluto i migliori veicoli di batteri presenti nelle nostre case.
I più sporchi, con i quali entriamo in contatto ogni giorno, sono presenti in abbondanza nelle nostre case e li utilizziamo senza porci il minimo problema.
Potete leggere qualcosa qui e qui.
Sono sicura che qualcuna di voi rimarrà stupita nel leggere queste classifiche.
Sono utili per fare mente locale sul fatto che la coppetta mestruale è l’ultimo dei vostri problemi in quanto veicolo di patologie gravi.

E’ evidente che il vero pericolo quando si parla di batteri e malattie è riferibile spesso ai nostri comportamenti scorretti, ad esempio non lavarci le mani accuratamente o non maneggiare e conservare correttamente gli alimenti.
Le nostre mani sono il principale veicolo di batteri: li portiamo qua e là toccando gli oggetti, li scambiamo tramite strette di mano ecc..
Ecco perchè il presidio base dell’igiene è lavarsi bene le mani prima di fare qualsiasi attività che comporti la manipolazione di alcuni oggetti o prima di cucinare.
Alcuni batteri riescono a sopravvivere sulle superfici per tempi considerevoli, quindi nelle aziende alimentari ci sono specifiche norme igieniche da seguire sia per gli operatori, sia per il mantenimento periodico e sistematico di macchinari e piani di lavoro.
E’ importante che gli alimenti non presentino carica batterica elevata, in modo che possano essere sicuri e conservati più a lungo.

Cosa ne sa un veterinario di batteri?

La mia formazione veterinaria riguarda moltissimi aspetti della microbiologia. Probabilmente chi studia veterinaria ha maggiori conoscenze in questo campo anche rispetto ad un medico, in quanto i medici si occupano raramente di laboratorio.
I veterinari vengono formati per svolgere controlli che hanno come obiettivo la salute pubblica.
Qualcuno pensa che ci occupiamo solo di cani e gatti in clinica, ma non c’è niente di più sbagliato: tantissimi veterinari lavorano come consulenti per le aziende alimentari, le ULSS, gli enti privati e statali (ad es. EFSA, Ministero della Salute, FDA) e controllano che tutto il cibo che arriva nei vostri piatti venga prodotto secondo specifiche e rigide normative.
Ci si occupa moltissimo di microbiologia in quanto a tutt’oggi le infezioni alimentari sono tra le principali e più pericolose cause di malattia nel mondo.
Queste patologie vengono sottostimate, sia dal consumatore che dai medici, nonostante alcune diano pesanti e invalidanti conseguenze nel soggetto che le contrae, o sono mortali.

Cosa cresce se si fa un tampone sulla coppetta mestruale?

Il mio esperimento è molto banale, ma anche efficace, perchè permette di visualizzare le differenze che riguardano la presenza batterica nelle diverse superfici.
Lo scopo, lo ribadisco, è quello di far vedere che la coppetta va in un ambiente non sterile, per cui non deve essere sterile. Inoltre, si può capire bene come la semplice bollitura elimina i batteri.
Ho fatto dei tamponi e li ho seminati su piastra preparata con agar nutriente e poco selettivo (TSA).
Su questo tipo di agar possono crescere senza particolare difficoltà microrganismi con caratteristiche diverse tra loro. La metodica utilizzata è una metodica standard, che viene utilizzata in ambito medico sia per la diagnostica umana che veterinaria.

In questa prima piastra vedete la differenza tra un tampone fatto su mani lavate per 30 secondi con sapone e uno fatto su mani sporche.
Provate a contare 30 secondi quando vi lavate le mani: scommetto che vi sembreranno un’eternità e molti di voi si accorgeranno di fare questa operazione molto più in fretta!
La differenza è evidente: quei puntini che si vedono chiaramente sull’agar sono colonie batteriche.
Niente di strano, come vi dicevo sulla nostra cute ci sono SEMPRE dei batteri commensali (per fortuna) che rimangono presenti anche dopo il lavaggio.
Se così non fosse le nostre mani sarebbero sterili e i chirurghi per operare non dovrebbero mettere in atto tutte quelle accortezze fatte di lavaggi intensi con saponi fortemente antibatterici, o non dovrebbero essere obligati all’uso dei guanti sterili (che non sono i normali guanti usa e getta da ambulatorio).

Non solo la cute non è sterile, ma lo è ancora meno l’asciugamano che ho usato per asciugarmi le mani: lo avevo cambiato da due giorni, quindi assolutamente in linea con le abitudini di chiunque.
Non credo ci sia qualcuno di voi che usa asciugamani o canovacci da cucina usa e getta a casa, o panni sterilizzati come quelli che usano sempre i chirurghi prima di operare..
Avere le mani ben lavate quando si maneggia la coppetta è sufficiente a importante per preservarne l’igiene.
Il sapone normale, senza antibatterico aggiunto (che può portare a irritazioni e secchezza della cute, in quanto è aggressivo più di un sapone normale), lava perfettamente le mani formando delle micelle attorno al grasso e ai residui presenti sulla superficie. Grazie a questo i residui possono essere allontanati con il risciacquo.

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3 – Mani sporche, 4 – Mani lavate accuratamente con sapone per 30 secondi.

Ci sono donne che sentono la necessità di disinfettare la coppetta mestruale utilizzando prodotti molto aggressivi, arrivando addirittura ad utilizzare prodotti assolutamente sconsigliati come la candeggina.
Il problema principale è che queste non credono che la bollitura sia sufficiente ad eliminare i batteri che possono trovarsi sulla coppetta.
La bollitura è invece assolutamente affidabile, perchè i batteri mesofili (quelli che comunemente provocano malattia nell’uomo o vivono con lui come simbionti) vengono eliminati già con l’esposizione a una temperatura di 60°C.
La vostra flora vaginale rientra in toto in questa categoria (e anche gli eventuali patogeni vaginali).

Nella piastra qui sotto vi mostro la differenza tra coppetta lavata solo con il sapone neutro e la coppetta dopo bollitura.
La coppetta era stata lasciata nel suo box dopo un semplice risciacquo con acqua e il tampone è stato eseguito 15 giorni dopo l’uso.
Nell’acqua dopo la bollitura ho aggiunto anche del bicarbonato che è un batteriostatico (lo aggiungo principalmente perchè toglie l’odore ferruginoso del sangue, non perchè penso che sia necessario ad ottenere maggiore pulizia).
Non va usato in eccesso perchè è comunque basico e alcuni siliconi risentono di questo.

Come vedete il tampone da coppetta dopo bollitura non ha permesso di coltivare sull’agar alcun batterio, nè fungo, nè lievito.
La bollitura a 100°C per 5 minuti elimina qualsiasi forma di vita vegetativa che può essere presente sulla coppetta (io ho usato microonde a 750 W per 4 minuti).
La coppetta è sterile fintanto che non viene portata fuori dall’acqua.

Per mantenere la sterilità nelle fasi successive alla bollitura della coppetta dovreste maneggiarla sotto cappa da laboratorio, con guanti sterili, asciugandola con un panno sterile.. Per quale motivo dovreste farlo? La dovrete poi usare in vagina, luogo tutt’altro che sterile! L’importante è che sia ben pulita.
Ho prelevato il tampone da entrambe le coppette senza toccarle con le mani e senza asciugarle, in modo che l’esame non venisse sfalsato da quello che potevo lasciare io sulla coppetta dopo il lavaggio o la bollitura.
Questo vuol dire che la bollitura è sicura come metodo per igienizzare la vostra coppetta e per questo motivo i produttori si assumono la responsabilità di consigliarla come metodo d’elezione.

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5 – coppetta dopo bollitura, 6 – coppetta solo lavata con sapone neutro

L’ultima piastra è per chi qualche tempo fa mi ha detto di non credere che la bocca sia più “sporca” della vagina.
Penso che i vari San Tommaso rimarranno molto delusi nel sapere che nella bocca ci sono più di 600 tipi di batteri diversi, molti di più di quelli che sono presenti nella vagina.
Anche in questo caso sono un mix di batteri utili e non utili, questi ultimi tenuti tranquillamente a bada con dentifricio e spazzolino.
Eccovi quindi un tampone della mia bocca e uno della vagina: è chiaro che se in una vagina sana ci sono batteri lattici e altre rare presenze (altri batteri e lieviti come candida), in una bocca ci sono una miriade di batteri in più.
Lo si evince contando le colonie cresciute dalle due diverse semine.

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1- flora batterica vaginale, 2 – Flora batterica della bocca

Cosa possiamo concludere da questo esperimento?

Dal 1930 ad oggi la coppetta si è evoluta, viene fatta con un materiale diverso e più sicuro. I test sulla sicurezza delle coppette mestruali sono stati condotti, producendo anche articoli scientifici (ad esempio il lavoro di Howard C. et alia, 2011; e il lavoro di North, 2011): se non fossero sicure, non verrebbero commercializzate.
La coppetta, come ogni dispositivo per gestire le mestruazioni, ha la necessità di essere gestita seguendo le basilari norme igieniche.

Il sangue mestruale può essere un substrato per la crescita batterica se lo si mantiene in vagina per troppo tempo, perchè gli eventuali batteri trovano nutrimento e temperatura ideale per la loro crescita.
La stessa cosa può succedere se non ci si cambia l’assorbente esterno o interno con frequenza.
La coppetta va per questo motivo svuotata ogni 12 ore massimo.
Alcuni produttori tirano indietro l’orologio dicendo di non superare le 6-8 ore, come si consiglia con gli assorbenti interni.
Perchè possiamo dire di arrivare a 12 ore? Proprio per il fatto che la coppetta non assorbe e non crea un ambiente particolarmente favorevole per la proliferazione batterica, come invece succede con i tamponi interni.
Entro le 12 ore la crescita batterica è limitata, quindi è un tempo di sicurezza affidabile per la gestione sicura della coppetta mestruale.
Per mia esperienza so che molte donne sforano le 12 ore, ma è un comportamento da dissuadere anche se si ha un flusso scarso. Basta mettersi un memo sul telefono, non è così difficile!
Per quanto riguarda la TSS al momento è stato pubblicato un solo caso di infezione (Mitchell et alia, 2015), al contrario dei diversi casi riportati per gli assorbenti. C’è da precisare che alcuni casi non sono stati connessi all’uso di assorbente, quindi il pericolo c’è con entrambi i dispositivi, ma è molto raro.
Rispettate sempre le istruzioni riportate nei foglietti illustrativi di tampax e coppette mestruali: in questo modo il rischio di contrarre TSS è decisamente limitato.

Maneggiate la vostra coppetta mestruale sempre con le mani pulite, perchè possono essere quelle il reale pericolo: attraverso le mani si possono veicolare sulla coppetta batteri che normalmente non ci sarebbero (ad es. batteri di origine fecale come E.Coli, che può dare vaginite)

Se vi irritate mettendo e togliendo la coppetta mestruale può subentrare un’irritazione e su quella un’infezione (vi irritate perchè siete poco pratiche, non usate lubrificante nonostante sentiate fastidio, avete le unghie molto lunghe e vi siete pizzicate, i rilievi sul fondo o il gambo vi irritano).
E’ sempre fondamentale ricordare che la coppetta mestruale non è il veicolo dei batteri o lieviti, se è stata correttamente igienizzata, quindi non è lei la responsabile dell’origine dell’infezione. E’ molto più facile che vengano trasportati in vagina con mani lavate male, unghie lunghe, rapporti sessuali..
I batteri sono già abbondantemente presenti nell’area vulvo-vagina-ano e semplicemente “approfittano” della mucosa lesa, quindi più vulnerabile, per dare infezione.
Alcune infezioni sono persistenti e se mal curate possono cronicizzare, altre sono promosse da alterazioni della flora vaginale, intestinale e del pavimento pelvico. Prima di pensare che sia colpa della coppetta, valutate se avete fatto tutto il possibile per curarvi e soprattutto se siete andate dal medico a farvi fare una diagnosi specifica per mezzo di un tampone diagnostico.

La coppetta è prodotta in silicone medicale e ne esistono di vari tipi, ma le caratteristiche di questo materiale sono pressochè identiche.
Il silicone medicale è ampiamente utilizzato in medicina proprio per la sua peculiarità di essere scarsamente attaccabile dai batteri.
La sua superficie è molto meno rugosa rispetto ad altri materiali e per questo viene utilizzato anche per impianti intra-corporei, che possono durare anni prima di essere sostituiti.
Si sa che sulla superficie dei dispositivi medicali intracorpoeri, come ad esempio i cateteri, si può formare un biofilm batterico che ha come principale problema l’essere resistente a disinfettanti e antibiotici.
Si tratta di un caso limite, perchè parliamo di problemi in pazienti ospedalizzati e/o immunodepressi e riguardano l’uso di dispositivi che vengono inseriti prevalentemente in vene o arterie.
Anche se sulla nostra coppetta mestruale si formasse un biofilm, le condizioni di pericolosità dello stesso sono pari a zero.
Inoltre, per evitare che questo biofilm diventi molto più resistente, è proprio utile utilizzare la bollitura piuttosto che agenti chimici ai quali i batteri che formano il biofilm possono diventare resistenti, al contrario di quanto accade per il calore.

Il silicone viene scelto per la coppetta soprattutto perchè è un materiale facilmente igienizzabile: resiste benissimo alle alte temperature e non teme minimamente di essere esposto ai 100°C dell’acqua.
Mettendo la coppetta in immersione nell’acqua l’eliminazione dei batteri inizia dai 60°C e continua in modo logaritmico man mano che aumenta la temperatura.
Considerate che una parte dei batteri presenti sulla coppetta li eliminerete con il lavaggio pre-bollitura, il resto verrà eliminato con la bollitura.
Per altre ragioni è meglio non utilizzare la coppetta con infezioni acute in corso, mentre se le infezioni si palesano successivamente potete prolungare la bollitura a 10 minuti.
Ricordate in ogni caso che, anche se durante un’infezione c’è una maggiore presenza di un patogeno, le difese immunitarie sono già attive per eliminarlo (quindi il numero di batteri si riduce) e soprattutto non cambiano le caratteristiche dei batteri stessi.
Con una bollitura al mese la coppetta non si rovina, quindi non temete di usare questo metodo di igienizzazione.
A seconda della tipologia il silicone resiste invece meno a sostanze acide e basiche, per cui dovete sempre leggere se sul sito del produttore vengono sconsigliate alcune sostanze.
Il silicone si può rovinare attraverso il contatto con oli minerali o grassi e oli siliconici.
Per questo motivo dovete leggere attentamente l’inci dei saponi che utilizzate eventualmente per pulire la coppetta (che oltretutto devono essere neutri, senza antibatterico, senza profumo).
La durata del silicone medicale varia dai 2 ai 10 anni, a seconda del tipo di prodotto.
Per essere sicure della durata della vostra coppetta, o per capire se ci sono particolari sostanze da evitare, chiedete informazioni al produttore della stessa.

Come si capisce chiaramente dalle piastre, le colonie di batteri ottenute dal tampone sulla coppetta mestruale non fatta bollire sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle presenti naturalmente nel luogo in cui viene alloggiata durante le mestruazioni: la vostra vagina.
In ogni caso, per essere sicure che sia correttamente igienizzata, fatela bollire.

L’attenzione verso l’igiene è importante e ci ha permesso di ammalarci di meno, ma non deve diventare maniacale.
L’uso di troppi agenti chimici ha lo stesso effetto dell’uso scorretto degli antibiotici: i batteri si adattano e diventano sempre più resistenti.
Evitate quindi questi prodotti che possono avere effetti negativi sia per la nostra salute che per l’ambiente!
Se dovete per forza farne uso per qualche motivo almeno utilizzate solo prodotti dedicati alla disinfezione del silicone medicale.

Spero di avervi convinte con questa dimostrazione. Per qualsiasi perplessità potete come al solito trovare informazioni e supporto nei gruppi facebook “Donne con la coppetta” e “Coppetta mestruale: esperienze e consigli”.